Viaggio in cielo col treno tra le nuvole in Argentina

È conosciuto come il Il Treno delle Nuvole . Attraversa gli altipiani della provincia di Salta, nel nordest dell’Argentina, salendo fino a 4474 metri. E’ stato costruito intorno al 1900 per trasportare cibo e materiale nell’altopiano settentrionale. Oggi è un mezzo turistico che percorre 217 chilometri prima di arrivare al viadotto La Polvorilla. Lì gira per tornare a Salta.

Il Treno delle nuvole comincia la sua marcia dalla stazione di Salta, il sabato mattina, alle sette. All’alba si allontana lentamente dalla stazione, come una nave si allontana dal porto e comincia la dura salita verso La Polvorilla. A Chorillos il treno affronta la salita zigzagando fino a quota 1800 metri. Fuori il paesaggio è secco, giallo, con montagne che salgono e scendono. Dopo Campo Quijano si passa sopra il primo viadotto che si perde in un cielo blu infinito. Centocinquanta metri sospesi nel vuoto, a passo d’uomo, servono per attraversare la stretta valle da una parte all’altra. Si arriva così a San Antonio de los Cobres, un vecchio villaggio di minatori a 3774 metri dove oggi vivono circa 2 mila persone, in buona parte Indios. Da qui parte la strada che porta a Salinas Grande e arriva a Purmamarca, che significa “la terra che non si può coltivare”, un minuscolo villaggio incastonato nelle rocce color ocra vicino al Cerro de los 7 colores. Il cielo a San Antonio si apre in un azzurro terso su cui si stagliano i contorni del brullo altoplano andino. L’aria è rarefatta e il sole brucia. Il treno continua alla volta del viadotto La Polvorilla, che squarcia l’ultima valle. Un’altra ora e mezza di salita e ci si trova di fronte a una valle a 4474 metri da tagliare sospesi sui binari. Dall’altra parte ad attendere il treno, ci sono un pugno di case e un gruppo di Coyas, gli Indios che vivono qui allevando vicuñas e lama. Questi Indios abitano per tutto l’anno in piccole capanne sperdute in mezzo alle conche innevate e battute da venti gelidi. C’è qualcosa di magico su queste montagne: la natura e le leggende si inseguono da secoli, molto prima che arrivassero gli Incas. La solitudine degli abitanti di questa zona dell’Argentina, nota coma La Puna e circondata da montagne alte fino a seimila metri, è inimmaginabile per chi vive nella nostra caotica società.

La provincia di Salta, nel nordovest, è ricchissima di bellezze naturali e Salta la bella , così la chiamano, affascina i viandanti con le sue lunghe notti. Ancora oggi centinaia di zone archeologiche testimoniano l’importanza acquisita da Salta in epoca preispanica e coloniale. La città, fondata nel 1582, è situata a 1200 metri di altitudine in una conca circondata da montagne verdeggianti. Il clima è perennemente primaverile. Da visitare la Iglesia de la Merced, la Iglesia Nuetra Senora de la Candeleira de la vigna, il Mercato Artigianale, il Cerro San Bernardo. Salta è il punto di partenza ideale per le escursioni verso le foreste subtropicali del Parco Nazionale Los Cardones, per l’esplorazione dei canyon desertici di El Toro e Cafayate, o per vedere i grandi laghi salati e gli alti vulcani caratteristici dell’alta Puna.

Dalla città di Salta si parte per Cerrillos e La Merced fino a El Carril da dove si continua per Las Quebradas de los Laureles y Escoipe verso l’imponente Cuesta del Obispo y Piedra del Molino a 3.600 metri. La zona gode di un particolare microclima e di paesaggi di grande bellezza. Dopo la Cuesta del Obispo y Piedra del Molino si arriva al Parco Nazionale Los Cardones, dove si si trova il Nevado de Cachi a 6.720 metri. Da qui si continua in una strada di montagna circondata da antiche case fino a Cafayate e alla Quebrada de las Conchas dove l’erosione del vento ha trasformato la montagna in capricciose forme di spettacolari colori.

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