Libia terra di deserti, oasi e città antiche

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Giamahiriya Libica Popolare e Socialista, questo il nome ufficiale di uno Stato unico, per la sua storia passata, ma soprattutto per quella recente, degli ultimi trent’anni. Geograficamente e morfologicamente molto vario, presenta caratteristiche territoriali tipiche dei paesi mediterranei sulla costa, una fascia predesertica al nord, dove si intrecciano zone completamente aride e “piatte” con isole verdissime, e al sud l’immensità del Sahara, con le mille sfaccettature: distese di sabbia gialla, rossa e bianca, montagne di roccia e arenaria, oasi da sogno, laghi salati contornati da grandi ed eleganti dune.

Tutto questo e tanto altro è raggiungibile dall’Italia in ventiquattro faticose ore di viaggio, un piccolo sforzo per una grande avventura, che vi rimarrà nel cuore tutta la vita.

La Libia che conosciamo oggi è stata creata dal colonialismo italiano, che nel 1934 ha unificato amministrativamente tre province fino ad allora autonome e con storie differenti: la Tripolitania, la Cirenaica e il Fezzan. Nel 1947 l’Italia rinunciò formalmente alla sua colonia, questo fece sì che dopo un periodo di relativo benessere e autonomia, il paese cadesse in una situazione di difficoltà e incertezza, nel 1969, a causa della rivoluzione dei “liberi ufficiali”, guidata da Muhammar el Gheddafi.

Con la sua “Terza teoria universale” esposta nel famoso “Libro verde” (dal colore dell’Islam), Gheddafi si è proposto di realizzare il governo diretto del popolo, in contrapposizione al “materialismo capitalista e comunista”. Da queste basi il colonnello ha cercato di portare avanti i suoi utopistici ideali procurandosi non pochi nemici, sia nei paesi confinanti, sia con i grandi del pianeta, USA in testa. Un’ostinazione mista a una coerenza che ha portato ad un risultato alquanto spiacevole: l’embargo delle Nazioni Unite nel 1992. Questo per Tripoli significò un isolamento ulteriore con conseguenti difficoltà economiche, cui si accompagnarono manifestazioni e malcontento all’interno del paese.

Oggi la Libia è un paese economicamente in forti difficoltà, che si sta aprendo lentamente al business del turismo, sostenendo pur nella totale scarsità di mezzi la sua principale risorsa: il petrolio.

Questo prezioso regalo della natura ha fatto sì che in anni migliori il popolo libico si differenziasse caratterialmente dai suoi vicini, grazie ad un certo benessere mai raggiunto da questi ultimi.

Molti i luoghi da visitare: sulla costa la capitale merita senz’altro una visita, inoltre le città romane di Sabratha e Leptis Magna sono veramente grandiose e meritano senz’altro una visita approfondita.

Nel centro-nord è notevole l’antichissima città di Ghadames, tutelata e dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, dirigendosi verso la quale si passa da Nalùt, piacevole cittadina con un’atmosfera surreale.

Più a sud si trova il grande e vero deserto, che si manifesta in molteplici forme e colori. La città touaregh di Ghat, con la sua medina costruita con fango e palme, le montagne dell’Acacus, ricchisime di graffiti rupestri provenienti da un passato tanto lontano quanto misterioso, quando l’attuale Sahara era una immensa distesa verde. Gli immensi spazi sabbiosi dell’Erg Murzuq fanno da cornice ai laghi salati più affascinanti del mondo, nella zona tra Ubari e Saba.

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