Le rovine dell’antica città di Tebe

Una volta sulla riva orientale del Nilo sorgeva la città di Tebe, che fu capitale dell’impero faraonico per la maggior parte della sua plurimillenaria storia. Omero la descrisse come la “Città delle cento porte” per le innumerevoli carovane che vi giungevano. Questo fatto dimostra la grandezza e lo splendore che possedeva Tebe, tali che a partire dal Medio Regno il potere da qui esercitato arrivò a dominare l’enorme territorio compreso tra il Sudan meridionale e le rive del Mediterraneo, e tra la Libia e la Palestina.

Tebe conobbe il massimo splendore durante le dinastie XVIII, XIX e XX, quando divenne la maggiore città del mondo antico. Fu qui che i faraoni fecero erigere edifici imponenti per testimoniare il loro potere e la grandiosità dei loro imperi. Più tardi con il trasferimento della residenza imperiale nella zona del delta, ebbe inizio il declino di Tebe, poi arrivarono le invasioni degli Assiri e il dominio dei Tolomei. Ridotta a provincia dell’Impero Romano, la zona fu impoverita dai tributi imposti dai conquistatori. Durante il periodo cristiano molti edifici furono trasformati in chiese e monasteri, e le opere d’arte furono saccheggiate o distrutte. Oggi nel luogo dove sorgeva la città di Tebe s’ergono due agglomerati urbani, Luxor e Karnak. Luxor è una cittadina di quarantamila abitanti che grazie ai suoi eleganti hotel di lusso e all’aeroporto internazionale attira ogni anno centinaia di visitatori desiderosi di conoscere le impronte del glorioso passato della zona. La strada principale di Luxor, la Corniche, scorre lungo la sponda orientale del Nilo per tutta la lunghezza della città ed è di una bellezza incantevole. Le altre strade importanti della città sono due; la Sharia El-Markas e la Sharia El-Birka, che passa attraverso il mercato della città. La prima di queste strade conduce ad uno dei più importanti e maestosi tempi faraonici che possiede l’Egitto: il tempio di Luxor, ovvero il tempio del “Sole”, dato che fu dedicato da Amenophis III, che ne fece iniziare la costruzione al dio Sole Amon.Ra, alla sua sposa Mut e al loro figlio, la divinità lunare Khonsu. Alla morte di Amenophis III, il figlio abbandonò il progetto del tempio e la stessa capitale per costruire la sua città di Akhenaton, e il monumento non fu completato che dal nipote Tutankamon che ritornò a Tebe e alla religione dei suoi avi. Il terzo faraone a partecipare nella creazione di questa magnifica opera fu Ramses II, nella XIX dinastia, che l’abbellì con il grande pilone frontale davanti al quale in origine si trovavano alcune statue di Ramses e due obelischi. A poco più di due km dal centro di Luxor si trova il “tempio di Karnak” che rappresenta il frutto di più di 2000 anni di lavori e di ampliamenti apportati dai faraoni delle dinastie successive del Nuovo Impero che lo rendono una specie di “Campionario” degli stili dell’arte egizia. Trattandosi del maggiore centro di culto di Amon, era molto importante per un faraone apportare aggiunte al complesso del tempio. Ritornando a Luxor lungo la Corniche, si passa di fronte al Museo di Luxor, che ospita una splendida collezione di reperti di Tebe e sulla riva sinistra del Nilo, c’è la città dei morti dove riposano i faraoni, la valle dei re e la valle delle regine. Per gli egizi la riva occidentale del grande fiume era la terra dei morti; tutte le sere vedevano il disco solare “morire” dietro le colline di Tebe per poi risorgere ogni mattino sul lato opposto, per questa ragione i faraoni vollero essere sepolti a ovest e assicurarsi così la resurrezione.

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