Laviano,Santomenna e Castelnuovo di Conza si attrezzano per il turismo di montagna

Laviano, Santomenna e Castelnuovo di Conza, all’epoca del famoso e violentissimo terremoto dell’ottanta furono i paesi più colpiti, quelli che vennero praticamente rasi al suolo dal sisma e che hanno dovuto ricostruire pietra su pietra un comune ormai smembrato anche nello spirito e nella sua cultura. Ma a distanza di quasi trent’anni dall’evento questi comuni di montagna al confine tra salernitano e avellinese hanno ripreso vita e tentando di sfruttare quella tragedia per trarne beneficio.

Come? Turismo di montagna! Quanti di voi, ad esempio, vorrebbero una bella baita in montagna, tutta in legno, con un bel caminetto scoppiettante, una spruzzata di neve e tanto verde intorno? Ma quanti di voi possono permettersela? Ecco allora come questi comuni hanno deciso di sfruttare la propria tragedia. All’epoca del terremoto i cittadini rimasti senza alloggio erano stati trasferiti in alloggi temporanei, casette prefabbricate in legno, in media due camere un bagno ed un saloncino con angolo cottura che erano state costruite in fretta e furia alle pendici della montagna o in prossimità dei centri appena distrutti. A distanza di tanti anni quasi tutti gli sfollati hanno ormai riacquistato la propria indipendenza e ricostruito una vera casa nelle zone nuove della città, ma i prefabbricati restano. Forniti di tutti i comfort, acqua corrente, elettricità, stufette a legno, cucine in muratura, bagni funzionanti, il comune di Santomenna, quello di Laviano e quello di Castelnuovo di Conza, hanno deciso di rendere attivi questi caratteristici villaggi affittando i prefabbricati a chiunque desideri trascorrere qualche placido fine settimana in montagna. I servizi sono essenziali, in città esistono supermercati, bar, caffetterie ed anche qualche piccolo pub ma sicuramente grosse discoteche, centri commerciali e cinema sono distanti almeno 20 chilometri, ma per volesse solo rilassarsi, respirare aria fresca, e intrattenere i propri figli nella natura ancora quasi incontaminata questi tre comuni offrono una soluzione più che economica e sicuramente confortevole. Le casette in legno hanno tutto il fascino dei tempi andati, ci rendono romantici e placidi, le stufette in legno ci permettono di scegliere tra una cucina moderna a gas e il vecchio e tradizionale pentolone messo a scaldare a fuoco vivo, non mancano sui tetti antenne satellitari, paraboliche che un po’ stonano ma fanno capire quanto siano sfruttati questi veri e propri rifugi così amati dai fortunati che hanno già firmato i propri contratti di affitto.

In più questi visitatori servono ad aiutare l’economia del paese, portando fondi al comune ma anche grazie agli acquisti locali che subiscono un incremento nel fine settimana.

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