I Kopje meraviglie d’Africa

Lo Zimbabwe è una terra che sta alle radici dell’uomo. Tra le sue meraviglie esploriamo i Kopjes, vecchissimi affioramenti di masse granitiche che si ergono simili a fortezze, ricchi di spaccature e grotte dovute all’erosione, rifugio per diversi esseri viventi; tra questi, un tardo pomeriggio, avvisteremo un maestoso leopardo.

Le caverne qui presenti costituirono, 40 mila anni fa, le prime abitazioni dei “San”, i simpatici ed ingegnosi Boscimani, a stento sopravvissuti alle persecuzioni dei coloni, vivono in sintonia con la natura, di cui conoscono ogni segreto e virtù, ed hanno sviluppato sensi molto affinati. Attraverso una strada ondulata, tra cattedrali di pietra ed ordinate e pulite case tipiche di terracotta sapientemente dipinte con caratteri geometrici e dai tetti in paglia, giungiamo alla caverna Nswatugi: le sue ampie e lisce pareti sono affrescate in maniera accuratissima da artisti vissuti 8500 anni fa! L’ocra è stata utilizzata per raffigurare scene di caccia, giraffe, leoni, elefanti, antilopi, rinoceronti, uccelli in modo preciso e significativo. Più di 2000 siti del genere sono già stati scoperti, con la più alta concentrazione al mondo. Molti furono utilizzati come templi e dimora di oracoli in epoche diverse. Lo stato di conservazione, grazie al clima secco, è stupefacente; questi impeccabili disegni suscitano emozioni simili a quelle che si provano davanti ai geroglifici in Egitto!

La visita alle Matobo Hillis si conclude alla tomba di Cecil Rhodes, il colonizzatore che diede il nome di Rhodesia al paese nel 1923, una targa di bronzo sopra una lastra di granito situata in un punto panoramico sulle colline, come lui aveva chiesto. Nelle vicinanze il tumulo di S. Jameson, suo stretto collaboratore nel sogno imperialista inglese.

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